Disciplina creata dal Dr. Edward Bach (1886 – 1936) basata sulla “solarizzazione”, cioè sull’esposizione alla luce del sole dei fiori, raccolti in determinate condizioni e periodi dell’anno, posti in boules di vetro contenenti acqua pura di fonte.Questo procedimento consente ai fotoni di “imprintare” il supporto acquoso, trasmettendo le informazioni vibrazionali caratteristiche di ogni singolo fiore all’acqua in cui è immerso.E.Bach ha dato vita ad un processo che oggi viene utilizzato per tutti i tipi di  floriterapia: la Californiana, l’Italiana, l’Australiana, ecc.

Nella mia pratica clinica mi avvalgo molto spesso della Floriterapia di Bach e della Floriterapia Australiana.Continuo ad avere ottimi risultati nella sfera psico-emotivo-relazionale con la Floriterapia di Bach, viceversa ho potuto constatare l’efficacia della Floriterapia Australiana in varie problematiche endocrine: ipotiroidismi trattati da anni con ormoni di sintesi, hanno risposto più che positivamente alla floriterapia australiana, permettendo una sostituzione integrale del farmaco con il fiore deputato al riequilibrio dell’ipofisi in un caso e della tiroide in un altro. Malattie come l’iperadrenocorticosurrenalismo (Morbo di Cushing), o l’ipoadrenocorticosurrenalismo (Morbo di Addison) possono essere trattate riportando in equilibrio le ghiandole disfunzionanti; l’ipofertilità e le disfunzioni della sfera sessuale, sia maschile che femminile, si risolvono senza intervenire con terapie ormonali o chirurgiche!

Un’altra avveniristica applicazione della Floriterapia è quella finalizzata al mantenimento della salute psico-fisica degli animali usati nella pet-terapy, o conviventi con persone sofferenti per depressione, tristezza, malinconia. Gli animali danno gratuitamente un grandissimo aiuto al genere umano, spesso a loro discapito, e ritengo pressante per ogni medico veterinario occuparsi e preoccuparsi di dare il giusto supporto al proprio paziente così come avviene, o dovrebbe avvenire, in ambito umano per i settori socio-sanitari.